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Irene Dipré

Irene Diprè (senatrice ADAM) è nata a Macerata dove vive e lavora. Dopo essersi diplomata all’Istituto Statale d’Arte Cantalamessa di Macerata nel 1997, si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2004. Fin dal 1995 ha partecipato a diverse mostre collettive e ha tenuto diverse personali in Italia, inoltre collabora come consulente e aiutante con laboratori di restauro privati, nel 2004 fonda con degli amici l’Associazione Culturale Officinae20, dal 2006 è tutor di disegno, interior design e storia dell’arte presso il Cepu di Macerata, mentre nel 2008 ha realizzato delle copie d’autore da Cesare Peruzzi per Banca Marche.

Tra le esposizioni più significative:

-2000 Blu Festa Rampa del Teatro Sanzio di Urbino
-2005 Kontemporanea Castello Carlo V di Lecce
-2005 Personale presso la Sala Foresi di Civitanova Marche, a cura di Antonella Ventura
-2006  Personale di pittura e foto presso il locale Junò, San Severino Marche, a cura di Giampaolo Vincenzi
-2007 Obiettivo Pop progetto itinerante a Cascina di Pisa, a cura di Federico Bellini
-2008 Per gesti di passione all’ex Teatro Centrale in Roma, a cura di Carlo Franza
-2009 The Flag, galleria Ny Arts Beijing, Pechino, a cura di Stefania Carrozzini.

La sua ricerca artistica l’ha portata ad uscire dalle tematiche strettamente personali come i ‘piccoli deliri quotidiani’ per muoversi verso un linguaggio più simbolico ed archetipico, per cercare di trasmettere in modo più oggettivo ciò che si sperimenta a livello individuale e meramente soggettivo, in oltre utilizza per le sue opere tecniche miste: dall’olio all’acrilico, dal bitume al collage, dal carboncino alla foglia oro, fondendo tecniche antiche a tecniche di ricerca più contemporanee.

Girotondo cosmico:

La mia bandiera per il mondo è stata realizzata a livello simbolico, (in linea con la mia ricerca artistica), con un linguaggio un po’ criptico, ma che, come tutti i linguaggi archetipici è di facile lettura e comprensione a livello intuitivo anche, per tutte quelle persone che sono digiune delle conoscenze culturali del mondo dei simboli. Nel mio girotondo cosmico ho voluto dare forma ad un’ idea (utopica e speranzosa) di un mondo in cui le tutte le forze sono in armonia tra loro. Un mondo dove non esistono più distinzioni di razza o di nazioni, un mondo dove regnano amore e pace. Ho scelto il girotondo (raffigurato e stilizzato da un cerchio con delle sfere) poiché è un qualcosa che mi riporta all’idea di un’unità primordiale; in fondo da bambini tutti abbiamo fatto un girotondo senza starci a chiedere se gli altri bimbi che giocavano con noi fossero bianchi, neri, gialli o rossi. E’ proprio, secondo me, nell’onestà e nella spontaneità del bimbo che troviamo la radice di un sentimento puro di unità tra i popoli, che va oltre ogni confine geografico o distinzione di sesso-razza-religione. Al centro del cerchio-girotondo d’anime ho inserito una figura femminile; una sorta di dea-madre (colei che può riuscire a far convivere tutti e il tutto in armonia) giocoliera, che agita in aria tre sfere specchianti. Ho scelto di inserire un ricordo dello specchio poiché noi tutti siamo parte integrante di questo girotondo di esseri umani, quindi, guardando l’opera dobbiamo in qualche modo essere in grado di riconoscerci. Il fondo del quadro è diviso in due parti, una superiore: UP, e una inferiore: DOWN. Questo perché leggendo nel ‘Dizionario dei simboli’ di Chevalier-Geerbrant alla voce: mondo, ho scoperto che in svariate culture (egizi-greci-romani-celti-maya) esso presenta un aspetto superiore ed uno inferiore (o talvolta interno). Solitamente nel mondo superiore troviamo l’eterno e tutto ciò che è quindi immobile, in altre parole se vogliamo possiamo dire che qui potrebbero risiedere le idee e le arti; mentre nel mondo inferiore troviamo tutto ciò che è mobile e che muta, quindi tutto ciò che possiamo definire come la vita quotidiana e mortale. In oltre non si deve comunque dimenticare che presso le concezioni greche e romane, numerose erano le vie di comunicazione tra questi due mondi. In fine ho inserito un’equazione numerica, liberamente tratta sempre dal ‘Dizionario dei simboli’ alla voce trentasei ‘…36 è il numero della solidarietà cosmica, dell’incontro degli elementi e delle evoluzioni cicliche. I derivati rappresentano nella Triade: cielo, terra, uomo. (…) 36 è il numero del Cielo, 72 il numero della Terra, 108 il numero dell’Uomo. 36 sta a 72 e 72 sta a 108 come 1 sta a 2 e 2 sta a 3. Un triangolo isoscele, con l’angolo in alto di 108 ha le proporzioni del numero aureo e presenta in effetti un aspetto particolarmente armonioso, 36, 72 e 108 sono in molti casi numeri favoriti dalle società segrete; 108 è fra gli altri simboli il numero dei grani del rosario buddista e di quello shivaista…’. In parole più semplici il cielo sta alla terra, così come la terra sta all’uomo. Non a caso il mio cerchio-girotondo ha raggio 36 e presenta 72 sfere: un’unione perfetta di cielo e terra per un’umanità: 108, che è sottointesa, ma che è la protagonista del quadro tutto e che deve trovare il proprio equilibrio e la propria armonia portando a compimento la Triade.